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2020: l’anno che vorrei

Il 2019 è praticamente finito ed è tempo per un piccolo bilancio e un grande sguardo verso l’anno che verrà, il 2020.

L’anno volge al termine e prima che arrivi il 2020 è tempo di bilanci e riflessioni. Com’è stato questo 2019? Dodici mesi fa avevo fatto delle considerazioni e scritto sogni e speranze e… beh, non sono Nostradamus e qualcosa OVVIAMENTE non è andata come avrei voluto. Ma onestamente non posso lamentarmi, non troppo almeno. Perciò non sarebbe male se il duemilaeventi fosse piuttosto simile al duemilaediciannove.

Procediamo con ordine, che è meglio…

Salute: con una figlia di 3 anni che ha finito l’asilo nido ed iniziato la scuola materna era impossibile non ammalarsi ogni tanto. Pensare di trascorrere 366 giorni (il 2020 è bisestile) senza uno starnuto o un colpo di tosse sarebbe semplicemente folle.

Lavoro: a fine 2018 speravo di mantenerlo ma, a conti fatti, perderlo non è stato un cataclisma. Ci stavo rimettendo in serenità e la salute di cui sopra ne ha risentito. Riprendersi è stato solo il primo passo e ora ho una nuova occupazione. Da poco, piuttosto diversa da quelle avute ma comunque alla portata delle mie capacità. Pochi soldi ma anche poche ore in ufficio e comunque sono vicino a casa, diciamo che poteva andare peggio. Contratto di 12 mesi quindi spero si continui così, in tutta serenità, anche per il prossimo anno.

Famiglia: momenti teneri e divertenti non sono mancati, così come piccole e grandi tensioni del vivere quotidiano insieme ad altre due persone, con caratteri ed esigenze diverse dal sottoscritto. E’ la vita di casa, mi piace così com’è e non vorrei cambiarla.

Dormire: mi tocco i cocones ma pare proprio si sia giunti ad una stabilità. Quindi, salvo eccezioni, niente più urla nel cuore della notte perchè qualche demone (mia figlia) ha sete. Certo, adesso la principessina tende ad addormentarsi un po’ più tardi, ma almeno non si scatta sempre sull’attenti alle 6. Anzi, alle volte bisogna svegliarla con le cannonate e a scuola ci arriva sempre un secondo prima della chiusura dei cancelli. Ma, fondamentalmente, chissenefrega: che si continui così!

PS3: ahhaahahahhahahahahahahah! Ebbene sì, non l’ho ancora tirata fuori dalla scatola. Funzionerà ancora? Booooooh! Riuscirò ad usarla? Boooooooh! Considerando tutti i fattori (tempo, lavoro, figlia, moglie ecc) evito di sbilanciarmi.

Sport: in quanto tifoso rossonero, potrei fare un fottuto-maledetto-bastardo-indigesto copia e incolla dell’anno precedente. Vale a dire poche, pochissime soddisfazioni e tante, tantissime bestemmie. Per il 2020, al momento, è arduo pensare che la situazione possa migliorare. Ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire…

Speranza che non muore anche per quanto riguarda la situazione del Paese in cui vivo. Un ahimè a fine frase ci starebbe alla perfezione. Perchè, ovviamente, le cose non mi sembra proprio che siano migliorate. Perchè dal 2018 al 2019 non è cambiato, di fatto, un cazzo di niente. C’è stato qualche avvicendamento ma, passatemi l’espressione, ho come l’impressione che prima si fosse in sella ad un motorino con le gomme sgonfie ed ora ci si ritrovi a bordo di un catorcio a 4 ruote col motore fuso. E in sella non c’era un centauro provetto prima così come ora al volante non c’è un asso. E, badate bene, sono stato mooooolto elegante nell’esprimermi. Qualunquista? Forse, ma sicuramente anche tanto incazzato e disilluso.

Buon anno, si spera, a tutti!