6 anni di matrimonio: che effetto fa?

Sembra ieri che mi sono sposato e dopo 6 anni di matrimonio tante cose sono cambiate, ma la domanda è sempre la stessa: ne vale la pena? Sì, decisamente.

Me lo ricordo bene il giorno del mio matrimonio, son 6 anni mica 80, anche se ho la memoria da pesce rosso. Il tempo faceva schifo e la pioggia ha dato tregua giusto per andare in chiesa e poi scattare le foto di rito. Ovviamente di corsa, con una fame allucinante e tante di quelle maledizioni lanciate al fotografo da far spavento.

Anniversario di matrimonio: il signore e la signora Lego

E’ stata un’esperienza, ad essere onesti, non così emozionante (almeno per me) forse perchè ero così teso e concentrato (la strizza di impappinarsi era tanta) che non mi sono goduto il momento appieno. In compenso ho bene impresse nella memoria le lacrime di mia moglie. Forse perchè aveva realizzato con che razza di bestia si fosse messa: lei che piange e io lì a sorridere come se nulla fosse…

Scherzi a parte, con la mia mogliettina ho raggiunto un livello di tranquillità e serenità che mai avrei potuto immaginare. Che sia uno dei tanti “effetti collaterali” dovuti all’amare e all’essere amati?

Anniversario di matrimonio: Optimus Prime e signora

Sorridevo come un fesso, si diceva: probabile che pensassi già al viaggio di nozze, del quale ho parlato qui e qua. Quo no, che mi sta antipatico, ah-ah-ah-che-ridere. Sicuro ero curioso di vedere come sarebbe stata questa nuova ed importante fase della mia vita.

Cosa posso dire quindi, dopo questi sei anni di matrimonio?

Beh, sicuramente l’espressione “il matrimonio è la tomba dell’amore” è, per dirla alla Fantozzi, una CAGATA PAZZESCA! Ovviamente più s’invecchia più le cose cambiano, mutano le priorità ecc ma una cosa posso dirla: l’amore e il rispetto che nutro nei confronti di mia moglie sono gli stessi. Certo, a volte si litiga, ma chi non discute mai probabilmente sì è già arreso ad una vita apatica e priva di emozioni.

I primi 3-4 anni sono serviti a conoscersi, perchè la convivenza non è proprio un passaggio leggero, specie se hai sempre vissuto coi tuoi. Poi, ecco che si decide di fare un altro passo di una certa rilevanza, per certi aspetti ancora più importante del matrimonio stesso. Questo passo si chiama “fare un figlio” e anche qui gli stravolgimenti sono stati infiniti…

La scenetta qua sopra realizzata coi Lego rende vagamente l’idea? Bimbo ride e papi (e/o mami) urla, terrorizzato e impotente. Eh sì, perchè anche quando sta bene ed è allegra una figlia sa essere impegnativa e sfiancante. Lo dico senza rimorsi, badate bene, ma la stanchezza di questi anni non è minimamente paragonabile a quando, giovincello, facevo le ore piccole per le peggio cazzate.

Urla nel sonno, a volte morde e graffia in un impeto di entusiasmo, strilla ad un centimetro dalle orecchie. E fa i capricci, chiaramente, visto che ogni bimbo è egocentrico e mal digerisce che mamma e papà impongano il proprio volere. Però, però…

Però impara alla velocità della luce, ti fa un sorriso, balla con te quando la squadra del cuore segna e si mette a disegnare su un foglio grosso come il soggiorno E TUTTO PASSA!

A parte la tosse e il dolore alla cervicale, quelli romperanno le palle sempre e comunque!

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