6 vacanze che non scorderò mai

Gite distruzione senza apostrofo, buona cucina, tanto divertimento e un pizzico di romanticismo: ecco le 6 vacanze che non scorderò mai.

Le ferie sono finite praticamente per tutti e scommetto quello che volete che state vivendo una delle due seguenti situazioni: o state ingrigendo in ufficio tra assurdità e noiosa routine o state ingrigendo come me alla ricerca di un lavoro. Di nuovo. In ogni caso, per un perverso meccanismo mentale, starete pensando ai bei giorni andati, fatti di sole, gite in montagna, picnic in campagna o bagni al mare. E siccome al “peggio” non vi è mai fine, mi è venuto spontaneo ripensare alle vacanze della mia vita finora. Viaggi indimenticabili per i più svariati motivi, alcuni dei quali non propriamente sani.

Tra soggiorni (d)istruttivi e settimane all’ingrasso in posti solo in apparenza insignificanti, ecco le 6 vacanze che non scorderò mai.

Inghilterra: Londra e Oxford

Vacanze studio, sìsìsìsì, come no, cerrrrrto. I miei soggiorni sul suolo britannico sono stati memorabili ma non perchè abbiano arricchito il mio inglese.

In quel di Londra sono riuscito nella titanica impresa di ingrassare e questo considerando che i pasti dei college, patate fritte a parte, erano terribili. E allora come? Beh, il bar era carico di porcherie e poi le colazioni, uuuuuuuh! Latte-cereali, brioche che sudavano burro, fette biscottate con marmellata e sa il cielo cos’altro. In pratica era impossibile iniziare la giornata leggeri. Menzione speciale per le attività sportive, soprattutto certe partite a tennis che ricordo ancora come un fantastico mix di risate e bestemmie. E wtf, tipo la pallina sparata in alto da un dritto sghembo che si va a piantare esattamente a metà sulla rete, rimanendo lì impalata per un secondo. Ovviamente punto, ovviamente risate (da una parte) ed ovviamente bestemmie (dall’altra).

Ad Oxford il cibo ha rappresentato una parte marginale dell’esperienza. Nel senso che s’è mangiato così poco e male che persi 3 chiletti buoni. In compenso sono tornato in “patria” che parlavo con una forte cadenza romana. Eh già, ad Oxford era più facile sentire/dire un “DAJE” che un “hello”.

Barcellona

Anno del Signore 2001, si andava alle superiori. Che belli il Camp Nou, la Sagrada Familia e… la paella! Banale, forse, ma durante una mezza giornata libera un allegro gruppetto di adolescenti si ritrovò a vagare per le ramblas in cerca di cibo. Finalmente si trova un posto decente per le nostre tasche e… quella teglia gigantesca spazzolata a tempo di record divenne leggenda.

In quel di Barcellona, o meglio Calella, venne poi coniata l’espressione “gita distruzione”, apposta senza apostrofo. E i motivi li ricordo bene. Intanto l’alcol, tanto alcol, sottoforma di caipirinha, shot di vodka alla pesca e pina colada. Poi la serata in discoteca finita praticamente all’alba con gente che ballava, gente che beveva e gente che limonava. E nani aggrappati a giraffe, sempre a limonare, ma può anche essere che avessi bevuto troppo

Non posso poi non citare il fatto che ci fosse una partita di Coppa tra la famosa rappresentativa locale e una qualche squadra inglese, per cui giù hooligans come se piovesse. E quindi altre scene a modo loro epiche, molte delle quali irriferibili. Dico solo gavettone di piscia e gente che si accoppiava nell’aiuola di una rotatoria. Chi c’era ricorda tutto, sicuro.

Porto San Giorgio?!?!?!

La prime vacanze con la propria bella non si scordano mai, anche se non ci si trova in qualche atollo paradisiaco. Perchè questa piccola cittadina delle Marche affaccia sì sul mare ma non ci sono chissà quanti scorci da foto. E allora perchè andammo a Porto San Giorgio? Semplice, trovammo un hotel che non costava un occhio della testa e considerando tutto ci andò di lusso. Bella camera, gestori amichevoli e una cucina da favola: erano eccezionali anche dei semplici pomodori, ma più di tutto si andava pazzi per la pizza, un tiramisù tanto godurioso da essere illegale e quegli antipasti di pesce azzurro che al pensiero mi viene ancora l’acquolina in bocca.

Si mangiava e dormiva così bene, mano nella mano, che per giorni interi il mare manco lo vedemmo. E fu così che riuscii nella titanica impresa di metter su 6 chili in due settimane, due ottime settimane. Talmente belle e rilassanti che ci tornammo due anni più tardi e anche in quell’occasione dopo la bilancia… pianse.

Firenze

Un freddo e un vento allucinanti accompagnarono me e la mia futura consorte a Firenze in quel primo weekend dell’anno di qualche tempo fa. Partire il primo gennaio? Da folli, ma ne valse la pena, per più di un motivo. Innanzitutto la città in sè è una meraviglia, consideriamo poi certe locande dove la carne è degna di chiamarsi carne e una pizza tanto costosa quanto leggendaria in zona Ponte Vecchio e il gioco è fatto.

Bonus per quel pomeriggio da incubo passato al Museo dei serial killer: magicamente si riusciì a dormire bene la notte, sarà stato per i chilometri percorsi successivamente per smaltire la strizza o l’ottimo filetto al tartufo sbranato a cena?

Viaggi di nozze: Sri Lanka e Maldive

A proposito di vacanze indimenticabili col proprio partner, nel 2012 mi sono sposato e la luna di miele ci ha portato prima nella ex Ceylon e successivamente nel paradisiaco isolotto chiamato Rannalhi. Non mi dilungo oltre, ma se volete saperne di più sullo Sri Lanka potete sempre cliccare qui oppure pigiate questo link per sapere delle acque cristalline maldiviane e del mio quasi incontro ravvicinato con uno squaletto.

Le ferie di famiglia a Follonica

Se amate la Toscana e cercate un posto di mare dove il mare sia bello davvero, mi sento di consigliare Follonica. Se non vi schifa fare quattro passi sulla sabbia andate a trovare in pineta Nonno Franco: le sue creazioni per i bambini (come Pinolino e la mitica bott-mobile) sono deliziose tanto quanto l’arzillo vecchietto che spesso si fa vedere per salutare i piccoli turisti.

Ho concluso con quella che è diventata consuetudine, una vacanza di famiglia allargata, parecchio allargata. Perchè, signori e signori, tra parenti più o meno stretti, bambini, nipoti adolescenti con rispettivi/e ragazzi/e e relative famiglie e amici vari, abbiamo provato ad essere anche 25-30. Tutti sotto un ombrellone? Ovviamente no, gli ombrelloni erano una decina, le sedie una ventina e di tranquillità ce n’era pochina.

Se in agosto passate davanti alla vecchia colonia e vedete un assembramento con gente che gioca a burraco e briscola chiamata, bambini che fanno avanti indietro dal mare e qualcuno (io) che legge la Gazzetta dello Sport, passate a trovarci. Tanto qualche persona in più non fa alcuna differenza.

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