Euro 2020: quattro chiacchiere nel delirio

Da Mancini a Donnarumma, passando per #itscominghome. L’Italia trionfa ad Euro 2020 ed è il momento di spendere qualche parola.

Il torneo calcistico più importante del vecchio continente (ma come scrivo?) è giunto al termine. Ed è stato bellissimo, non è vero? Eh sì, l’Italia ha trionfato ad Euro 2020! anche se siamo nel 2021 e sta cosa per me continua ad essere un tantino strana. Un po’ perchè tendo a dimenticarmi di covid e pandemie varie quando entro in modalità tifoso e un po’ perchè non sono abituato a vedere la Nazionale di calcio trionfare. 2006 a parte, ovviamente, perchè per il resto è sempre stata un’agonia sportiva, vedi ad esempio la storica assenza a Russia 2018.

Che Europeo è stato?

Ci sono state tante partite e quasi tutte hanno offerto uno spettacolo degno. Un bel po’ di gol, di cui tanti nella porta sbagliata (autogol capocannonieri per distacco), momenti di tensione, tifosi finalmente allo stadio, tempi supplementari e calci di rigore in gran quantità.

E il povero Eriksen che a momenti ci lascia le penne, lì sul campo, durante Danimarca – Finlandia. Non stiamo parlando di una tragedia per il semplice fatto che i soccorsi sono stati tempestivi e perchè non era davvero giunta la sua ora. Ma quelle immagini, quegli attimi di paura rimarranno a lungo stampate nelle teste di tutti gli spettatori, ci potete scommettere.

In estrema sintesi posso dire che non è mancato nulla a questo Euro 2020. E chiaramente tutti qui in Italia ricorderemo per sempre il giorno della finale. Per un sacco di motivi…

Euro 2020: Immobile e Berrettini

Che tripudio sarebbe stato per noi tutti, tifosi occasionali e non, vedere Berrettini fare un simbolico giro di campo da trionfatore di Wimbledon? Così non è stato perchè, ad ora, Djokovic è ancora troppo forte, ma c’è la sensazione che il ragazzo regalerà tante soddisfazioni al tennis tricolore.

Il cielo è azzurro sopra Wembley!

Questa foto parla da sola. L’Italia aveva vinto gli Europei solo nel 1968: non esisteva la tv a colori figuriamoci il digitale terrestre o Amazon, rendiamoci conto. Era un calcio diverso, magari più romantico (per alcuni) e di sicuro meno social. Su Twitter e Facebook è stato il delirio, l’apoteosi dei meme e degli sfottò da una parte e del rosicamento violento dall’altra. Perchè, è bene sottolinearlo, qualcuno si sentiva già la vittoria in tasca e… niente, vorrei proprio vedere la faccia dei “geni” di sua maestà la regina che si erano tatuati la coppa in anticipo.

Euro 2020: Vialli e Mancini

Ma non sono qui per prendere per i fondelli, quello lo si farà dopo o lo si è già fatto. Vorrei che vi soffermaste su questa foto, giusto un attimo. Per chi è cresciuto a pane e calcio negli anni Ottanta, l’immagine qua sopra ha un bel sentore di nostalgia: la coppia d’oro della Sampdoria è sul tetto d’Europa, Vialli e Mancini si abbracciano nello stesso stadio che 30 anni prima li aveva visti uscire sconfitti dopo la finale di Coppa dei Campioni. Il calcio toglie, il calcio dà: è questo uno dei tanti messaggi che il pallone, ad Euro 2020, ha voluto trasmettere.

Euro 2020: Ceferin e Donnarumma

A proposito del calcio che regala soddisfazioni. Ecco qui un giovane portiere destinato a vincere, tutto, più volte. Donnarumma nominato giocatore del torneo vuol dire molto: le prestazioni sue (e anche della difesa) si sono rivelate decisive per il trionfo finale e i tifosi British sogneranno a lungo le parate di Zizzo durante i calci di rigore. Non male per un classe 1999 che al PSG andrà a guadagnare cifre prive di senso, con buona pace dei tifosi milanisti, me compreso, che hanno mal digerito il suo addio a parametro 0. Niente da dire invece sul losco figuro che vedete a sinistra, ci sarà un motivo se Ceferin non gode della stima di molti?

It’s coming NOOOOOOPE!

Euro 2020: #itscominghome? Nope!

#itscominghome rimarrà negli annali come l’hashtag più abusato (prima della finale) e perculato (dopo) di sempre, non solo di Euro 2020. E’ la legge non scritta del calcio: quando sei troppo sicuro di te inevitabilmente vai incontro a possibili e cocenti delusioni. Con somma gioia di chi si trova, per così dire, dall’altra parte.

Euro 2020: il principino George, prima e dopo

Voglio concludere con questa doppia foto che ritrae il principino George e famiglia. Devo ammetterlo, a distanza di tempo mi fa ancora un po’ sorridere: sono un tifoso di calcio, non sono elegante e dopo una giornata come quella dell’11 luglio 2021 non mi interessa nemmeno esserlo. L’importante è non superare certi limiti, non diventare più bestia di quanto già non si sia. Perchè al posto di quei 3 ci sarei potuto essere io, con moglie e figlia quattrenne. Che non apprezza ancora appieno questo sport bellissimo (il calcio) che, come detto prima, spesso dà e spesso toglie.

Per cui, caro George, don’t worry, sarà per la prossima volPoo po po po po po pooooooooooooooooooooooooooooooooo!

Poo po po po po po pooooooooooooooooooooooooooooooooo!

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