Film che ricorderò per tutta la vita

Cos’hanno in comune Vittorio Gassman, Sylvester Stallone, Philip Seymour Hoffman, Clint Eastwood e Mark Wahlberg? Sono i protagonisti dei film ai quali sono più legato: buona lettura e, perchè no, buona visione!

Cinema, amorie mio! Fin da piccolo sono sempre stato attratto da tutto ciò che si muove sul piccolo e grande schermo. Ovviamente ho amato alla follia cartoni animati e telefilm, ma il ruolo che hanno svolto certi film nella mia vita è stato, oserei dire, decisivo.

Eh sì, perchè non sono stato solo un divoratore di pellicole cinematografiche al cinema o a casa. Ad un certo punto avevo addirittura deciso che ci avrei lavorato nell’industria cinematografica. Ci sono riuscito? No, purtroppo. Ma la passione è rimasta e poi, chi lo sa, magari un giorno scriverò la sceneggiatura di un lungometraggio da Oscar.

Ma bando alle ciance…

Ecco i miei film preferiti. Preparatevi perchè, tra un capolavoro e l’altro, ci sarà spazio per qualche sorpresa!

La grande guerra

La guerra, la Prima Guerra Mondiale, vissuta da due soldati non proprio coraggiosi che faranno di tutto pur di portare a casa la pelle senza correrre troppi rischi. Potrei quasi dire senza esagerare che si tratta di un nonno dei buddy movie moderni. Infatti i protagonisti non potrebbero essere più diversi (uno è un milanese, l’altro è di Roma) eppure si amalgamo alla perfezione: signore e signori, in questo film c’è tutta la bravura di Vittorio Gassman e Alberto Sordi.

Amaro, divertente, commovente, in poche parole uno dei grandi capolavori del cinema, non solo italiano. Considerando che è del 1959 direi che è invecchiato alla stra-grande. E occhio al finale bellissimo, pieno d’orgoglio, paura e… “Mi te disi propi un bel gnent, hai capito? Faccia de merda!”

Non vedere il film di Monicelli sarebbe un peccato, come fare? In televisione non viene trasmesso spessissimo e se succede non è detto che sia ad orari accettabili. Direi quindi che un dvd sia quanto  meno opportuno e lo potete trovare su Amazon: ecco il link.

Il buono, il brutto, il cattivo

Altro gioiello italiano che, almeno per me, non invecchierà mai e dovrebbe trovar spazio sullo scaffale dei dvd (eccolo, a proposito) di ogni casa. Classe 1966, è uno dei tanti capolavori di Sergio Leone e ha tre protagonisti caratterizzati in modo semplicemente perfetto:

  • L’uomo senza nome ma col volto, il cappello e il sigaro di Clint Eastwood è il buono
  • Tuco, il mio preferito, interpretato magistralmente da Eli Wallach è il brutto
  • Sentenza, Lee van Cleef, è il cattivo, ma tanto cattivo

In quasi tre ore ci sono talmente tante scene da ricordare che citarle tutte è impossibile. Mi limito quindi agli ultimi, meravigliosi secondi… “Hey biondo, lo sai di chi sei figlio tuuu? Di una grandissima putt..ahahaaahahuauauaaaa”

Rocky

“Adriaaanaaaaaaa!”

Sylvester Stallone è un attorucolo, sa solo tirare cazzotti o ammazzare lo stronzo di turno! Se pensate questo, sappiate che il signorino ha scritto questa pietra miliare e che dopo Charlie Chaplin e Orson Welles è il terzo nella storia ad aver ricevuto una nomination agli Oscar come sceneggiatore e attore per lo stesso film.

Che dire della pellicola? E’ talmente bella da aver innescato una certa dose di sequel (ecco qui un cofanetto prelibatissimo) e ha spinto il personaggio dello Stallone Italiano sin lassù, nell’Olimpo dei personaggi cinematografici più riconosciuti di sempre. Purtroppo il tempo passa per tutti e pare proprio che, dopo Creed II, il buon Sly abbia deciso di mandare in pensione Rocky.

Fuga per la vittoria

Il calcio, la Seconda Guerra Mondiale e alcuni attori che meritano il massimo rispetto (Max von Sydow e Michael Caine su tutti). Ecco serviti gli ingredienti di un capolavoro che potrei vedere all’infinito, senza mai stancarmi. Non sto parlando di una pellicola perfetta perchè, andiamo, Stallone che fa il portiere e salva pure la baracca non è molto credibile. Però un piccolo angolo di poesia c’è eccome ed è QUELLA rovesciata di Pelè.

Come dicevo, ho visto e rivisto Fuga per la vittoria ma è solo recentemente che ho appreso di come sia basato su “fatti realmente accaduti”. La partita della morte è conosciuta così perchè in realtà i tedeschi la persero quella partita e i vincitori vennero premiati con, appunto, la morte. Questa è solo una prima versione, poi c’è la seconda che è un po’ meno cruenta e vede le due squadre fare una foto insieme una volta finita la partita.

I Love Radio Rock

Odio alla morte i musical, alla morte. E infatti questa delizia tutto è tranne che un musical e potrei definirlo come una commedia nella quale la musica non è un semplice sottofondo ma è la colonna portante di tutta la trama. Cosa rende imperdibile questa pellicola? Gli anni 60 con i loro eccessi e le radio pirata, le band e le canzoni che han fatto epoca.

E degli attori, davvero bravi, ne vogliamo parlare?

  • Philip Seymour Hoffman non è più tra noi, cosa che rende ancor più meravigliosamente amaro il suo monologo sugli anni migliori nella vita di un uomo
  • Rhys Ifans sarà forse sconosciuto ai più ma, vi prego, guardate che razza di adorabile infame riesce a portare in scena…
  • Per Nick Frost potrei fare lo stesso discorso di Ifans e aggiungo che con Simon Pegg costituisce un’accoppiata vincente. Guardate cosa combinano quando lavorano assieme e capirete di che parlo…
  • Kenneth Branagh veste i panni di un “Sir” inglese bacchettone, la cui ignoranza e perfidia sono tali da renderlo la perfetta caricatura di un politico tanto importante

Gran Torino

Esiste un Clint Eastwood attore ed esiste un Clint Eastwood regista. In questa perla ci sono entrambi e, beh, wow! Non so come esprimere altrimenti la mia ammirazione nei confronti di questo pezzo di storia del cinema. Perchè Gran Torino è un film pieno di cattiveria come lo è il protagonista, ma sa far sorridere e sa far piangere e, onestamente, da una pellicola è difficile chiedere di più.

Si potrebbe scrivere un libro solo sugli spunti interessanti che possiamo trovare in questo lungometraggio datato 2008. Mi limito a citare il rapporto che lega i due protagonisti, che tra un “Hey, Tardo!” e l’altro si dimostra assai più vero e sincero di quello che lo stesso signor Kowalski (Eastwood) ha col figlio e la sua famiglia. In questo senso la “sorpresa” della scena finale è una chicca che suggella il tutto alla perfezione.

The Departed

Anche qui sto parlando di una pellicola che potrei vedere all’infinito senza stancarmi, mai. Il capolavoro di Martin Scorsese è quello che potrei definire il perfetto film corale: dai protagonisti ai personaggi più secondari, ma non per importanza, tutti giocano un ruolo ben preciso nello svolgimento della trama. E, francamente, non c’è nessuno che “stoni”. Perchè se le performance di Leonardo DiCaprio, Matt Damon e soprattutto Jack Nicholson sono eccezionali, non posso comunque non citare il cazzuto Mark Wahlberg (nominato agli Oscar come attore non protagonista), il paterno Martin Sheen e Ray Winstone, il tremendo Mr. French.

Altro motivo per il quale amo ‘sto film alla follia? La colonna sonora o, meglio, un certo brano della colonna sonora: I’m Shipping Up to Boston ha infatti il merito enorme di avermi fatto scoprire quella gran bella band che si chiama Dropkick Murphys.

Ted

Poche righe fa scrivevo di Wahlberg e della sua notevole performance, giusto? Ecco, qui siamo di fronte a qualcosa di un filino differente, ma giusto un po’. Ted è l’apoteosi dell’idiozia, del politicamente scorretto e della scurrilità in ogni sua forma. Dal creatore de I Griffin (Seth MacFarlane) non ci si poteva aspettare di meno.

Come mai metto questa simpatica boiata in un listone sui film preferiti? Perchè alla quinta visione ho riso come uno scemo tanto quanto la prima. Perchè un orso di peluche si fa di droghe (coooosa?!) e fa zinzin (come?!) nel retrobottega ricevendo una promozione (perchè?!). E poi perchè c’è Sam J. Jones. Come chi? Cazzo, dai, Flash Gordon!

“Morte a Miiiiiiiiiiing!”

Ma solo dopo una sana e robusta dose di cocaina. Guardare per credere, gente, guardare per credere…

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