Crea sito

I robot che mi hanno conquistato in tv e al cinema

Da Voltron a Terminator, passando per Bender e Super Vicky, ecco i robot che ricordo con più affetto.

Imparano, interagiscono con l’essere umano nei modi più disparati, spesso emozionano. Ma non solo, ovviamente. Si trasformano in veicoli, combattono il male e a volte SONO il male. Che si tratti di un vecchio cartone animato trasmesso in tv o di un kolossal ammirato al cinema, una cosa è certa: ho amato e amerò per sempre i robot.

Sono adorabili? Non male. Strappano un sorriso? Bene. Bevono, ruttano e si godono la vita? Meglio. Combattono, seminano morte e distruzione e dimostrano di essere una fenomenale fonte d’intrattenimento? Sì, cazzo, sì!

Dalla cara, vecchia tv degli anni ’80 alle sale cinematografiche di oggi, ecco a voi tutti quei cyborg, robot e robottoni che non dimenticherò mai.

Qualcuno si ricorda o sa chi sia Super Vicky? Eccola, una bimba robot costruita allo scopo di assistere bimbi portatori di handicap, che crea più di qualche grattacapo alla famiglia del suo inventore. L’omonima serie che la vede protagonista è la classica sitcom made in USA con una villetta, vicini ficcanaso, scenette divertenti, risate registrate. Niente di memorabile, però l’idea di base non era male: chissà cosa ne verrebbe fuori oggigiorno…

Corto Circuito è un film di fantascienza del 1986 che ha come protagonista, indovinate un po’… un robot. Numero 5 dovrebbe essere un prototipo dell’esercito. Dovrebbe perchè, dopo essere stato colpito da un fulmine, diventa curioso e decide di scoprire il mondo. L’automa farà presto amicizia con una ragazza e proverà a “vivere” una vita tranquilla alla costante ricerca di “input”. Almeno fino a quando l’esercito e la ditta che lo ha creato non provano a riprenderselo. Tenero e divertente, impossibile chiedere di più ad una pellicola per bambini. All’epoca mi piacque, parecchio.

Quando si parla di film e di bimbi, non si può non pensare alla Disney. Il suo 54° Classico, Big Hero 6, è un capolavoro. Che risente in parte dell’influenza della Marvel, acquisita proprio dalla Disney cinque anni prima. La Casa della Idee non è entrata direttamente nella produzione, ma in questa pellicola animata ci sono degli “sfigati” che diventano eroi e formano un supergruppo. Vi suona familiare, vero?  E poi c’è Baymax, il robot amico del protagonista, che sa far ridere ed emozionare, tanto quanto se non più di un attore in carne ed ossa. Guardate questa perla e non ve ne pentirete.

Lascio col sorriso gli amici (a circuiti) dei bambini e passo a qualche robot immaginato per un pubblico un filino più grande…

Scurrile, offensivo, un gran bevitore d’alcool. Bender è l’irresistibile co-protagonista di Futurama, serie animata nata dal genio di Matt Groening, il papà dei Simpson. L’automa è in possesso di tutti i vizi tipici dell’essere umano che finge di disprezzare, ma proprio come un umano sa sorprendere, non sempre in modo negativo. Perchè il più delle volte Bender gioca d’azzardo, mente, ruba ed imbroglia ma ogni tanto, solo ogni tanto, si emoziona e fa emozionare. Perchè, in fondo in fondo, lui a quegli “insaccati” vuole davvero bene.

Questa è davvero per pochi, pochissimi. Alzi la mano chi, guardando questa foto, scorge qualcosa di famigliare. Nessuno? Bene, sappiate che state ammirando i tre protagonisti di Winspector, serie made in Japan che potrei definire una versione figa e poliziesca dei Power Rangers. Occhio a non farvi ingannare dai look, al centro c’è un essere umano in armatura ma ai suoi fianchi troviamo due robot poliziotti. Il trio è la punta di diamante di un reparto speciale, la Rescue Police, creato per acciuffare quei criminali che i classici tutori dell’ordine non riescono ad arrestare. Non ricordo granchè di questa “meraviglia”, a parte un frammento di puntata nel quale il robot giallo piange lacrime vere (?!?!!?) e parte di un episodio con spaventose mutazioni genetiche causate da rifiuti radioattivi.

Chi più chi meno tutti sanno chi siano i Transformers. Li adoro da tempo (come scritto qui) e sono talmente grandiosi che, a distanza di decenni, sono famosi quanto se non più di prima. E infatti giù film e cartoni e gadget e action figure come se piovesse.

A proposito di cartoni di un certo livello, chi è il folle che non impazzirebbe per Voltron? Cinque ragazzi combattono gli invasori alieni alla guida di… leoni robot. Che si assemblano per creare un essere meccanico gigantesco, armato di una della spade più belle che riesca a ricordare. A livello di fama non siamo minimamente vicini ai Transformers, la tal cosa però non ha impedito una certa diffusione di merchandise a tema. Action figure più o meno accessibili (dal punto di vista del prezzo) recentemente sono (ri)comparse nei negozi, ma il vero capolavoro è la versione LEGO. Che non mi sono lasciato scappare e che prima o poi monterò…

Quasi quanto Optimus Prime e soci, Daitarn 3 è il motivo dell’esistenza di questo articolo. A morte i Meganoidi! Che bella era la Mach Patrol?! Uuuuh, le bocce di Beauty! E il carisma di Garrison non ce lo mettiamo? Il perchè adori il cartone lo sapete già, in caso contrario cliccate qui.

Aerei da combattimento ai quali, all’occorrenza, spuntano gambe per camminare e arti superiori per imbracciare fuciloni laser? Scritto così può sembrare leggermente bizzarro, eppure basta cercare una foto o una puntata per capire che Robotech in realtà è davvero figo. E chissenefrega se, come spesso accade, gli adattamenti (USA prima e italiani poi) han fatto un bel minestrone di tre serie giapponesi differenti…

Cartoni animati e altre cose da rEgazzini vi hanno fatto l’orlo alle palle? Ottimo, c’è spazio per qualche filmetto…

Un Transformer pilotato da uno, due o tre esseri umani che va a dare gli schiaffi ai nipoti di Godzilla. Pacific Rim, un po’ stupidamente, possiamo riassumerlo così. Aggiungiamo il fatto che il (primo) film è diretto non da uno scappato di casa ma da Guillermo del Toro e il capolavoro robotico, cazzone e spettacolare quanto basta, è servito.

Diminuiscono le dimensioni ma non il tasso di badassismo

RoboCop è una delle pietre miliari del (mio) cinema degli anni Ottanta e porta in scena una figura iconica, con aspetto, voce e armi riconoscibili tra mille. E con un motto, “Vivo o morto tu verrai con me”, che riassume alla perfezione lo spirito del personaggio. Perchè il buon Murphy, al pari dei criminali ai quali dà la caccia, non si fa troppi problemi a freddarti lì dove sei. Un capolavoro, per chi ama il genere, che ha visto nascere due sequel e un reboot (ecco il cofanetto) senza contare una dimenticata e dimenticabile serie tv. Ma, ovviamente, niente è (e sarà) come la prima, memorabile pellicola diretta da Paul Verhoeven.

Il meglio l’ho lasciato per ultimo…

Pensavate che mi fossi dimenticato di lui? Giammai! Terminator è il cyborg bastardo per eccellenza. Sta cercando una tipa per ammazzarla e hai la sfortuna di avere il suo stesso cognome? Cazzi tuoi! Come, Schwarzy dopo fa il buono? Vero, ma nessuno e niente sarà così spietato, inesorabile e robottosamente figo come il primo T-800/101 apparso al cinema…

Ecco perchè Terminator 2 rimane uno dei rarissimi casi di sequel che non sfigura di fronte al primo capitolo. Anzi, dal punto di vista degli effetti speciali è una pellicola superiore. Come dicevo prima, nessun robot sarà più figo del T-800/101… a parte il T-1000. Composto da metallo liquido, si mimetizza ovunque e può prendere le sembianze di chiunque. Gli sei troppo vicino? Senza dire una parola ti trafiggerà il cranio con un dito.

Sì, esatto, quel dito che vedete in foto: su, da bravi, fategli ciaociao con la manina!