Russia 2018: il Mondiale che vorrei

Ogni appassionato sa che quest’anno c’è il Mondiale e pazienza (sì, come no) se l’Italia non si è qualificata: Russia 2018 rimane un evento imperdibile per tante ragioni.

Esistono sport bellissimi come il rugby e sport interessanti come il curling. Poi c’è il calcio, la mia unica droga. E questo è un anno speciale perchè c’è Russia 2018, il Mondiale, la massima competizione per le Nazionali più importanti.

A parte quella italiana, che ha pensato bene di rendersi protagonista di una figuraccia storica, facendosi sbattere fuori dalla non-così-quotata-e-maledetta Svezia. Che in campo non aveva nemmeno Ibrahimovic, per dire.

Avevo a malapena iniziato ad abituarmi all’idea ed ecco che il calendario, inesorabile, mi ricorda il peggior momento sportivo che io possa ricordare. Ok, quell’infame di Byron Moreno è stato a modo suo indimenticabile e non scorderò mai USA ’94, con i rigori contro il Brasile di Taffarel e le lacrime di Franco Baresi. Ma per la miseria, non riuscire nemmeno ad arrivare al Mondiale è qualcosa di (quasi) inedito e, sportivamente parlando, terribile.

E pensare che 12 anni fa, non millenni, eravamo Campioni del Mondo

Ma bando alla tristezza, sportiva, ma pur sempre tristezza.

Russia 2018

PERCHè Russia 2018 rimane un evento imperdibile?

Iniziamo con una novità. La manifestazione calcistica verrà ovviamente trasmessa in tv, ma non da mamma RAI bensì da zia Mediaset. E niente pay per view, visto che potremo gustarci in chiaro tutte le partite, gli speciali e gli show su Canale 5, Italia 1, Canale 20 e Mediaset Extra.

Qualcuno sostiene che tale generosità sia dovuta proprio all’assenza della Nazionale, ma chissenefrega! Per settimane dimenticherò i bellissimi telefilm del passato e mi gusterò quante più partite possibili. Posso solo sperare che moglie e figlia non mi detestino troppo perchè a casa non si vedrà altro!

Altro fatto inedito, non di poco conto, è rappresentato dall’arrivo del VAR, acronimo per Video Assistant Referee. La tecnologia al servizio del direttore di gara è stata sperimentata in Italia con successo, ma incredibilmente (questo è sarcasmo) le polemiche non sono certo sparite. Anzi…

In Russia comunque avremo ulteriori prove di quanto sia valida (o meno) questa innovazione, che ritengo interessante e utile. Con un “MA” grosso così: se voi fare la porcata la fai, non c’è VAR che tenga…

Delle 32 squadre partecipanti A RUSSIA 2018 ce ne sono alcune degne di nota

Russia 2018: il Brasile di Neymar

Tra le grandi favorite a mio modesto parere non si può non citare la Germania, corazzata quasi inaffondabile che arriva sempre in fondo. E poi ovviamente c’è il Brasile, che ha partecipato a TUTTE le edizioni dei Mondiali e che, come consuetudine, sarà infarcita di talento. Una volta impazzivo per Rivaldo, Ronaldo e Ronaldinho ma oggi proprio non riesco a farmi piacere l’idolo incontrastato dei verdeoro…

Perchè Neymar è davvero eccezionale, giustamente famoso e venderà pure un sacco di magliette (acquistabili qui) ma è anche figlio di questo particolare periodo storico-sportivo: troppo attaccato a sponsor e contratti e, almeno secondo me, troppo incline alla recita. Cosa che lo rende simpatico come una zanzara che ti ronza nelle orecchie tutta la notte. In campo ti maltrattano? Rispondi a suon di gol e sii furbo a restituirle…

Scommettere sui panzer tedeschi e sui funamboli carioca sarebbe logico, farlo su certi team sarebbe puro masochismo. Ma, come si dice, la palla è rotonda e potrebbero esserci sorprese…

Russia 2018: l'Islanda

L’Islanda è la Cenerentola di turno, è alla prima apparizione ad un Mondiale e in molti l’hanno scelta come squadra simpatia da tifare in mancanza dei propri beniamini. Esordio assoluto anche per Panama, ma senza lo spettacolo emozionante del geyser sound.

Quando ero piccolo (e decisamente ingenuo) mi chiedevo quando Holly e Benji avrebbero partecipato al Mondiale, sicuro che lo avrebbero vinto ridendo. Oggi invece il Giappone ha le stesse possibilità di arrivare in fondo che avrebbe una palla di neve all’inferno. Anche perchè la Nazionale del Sol Levante non ha certo una punta come Mark Lenders

E se la Russia arrivasse in finale e segnasse la rete del vantaggio?

Sarebbe divertente assistere in mondovisione ai festeggiamenti di Putin, che dimentica il suo glaciale aplomb e diventa capo ultras in un amen.

Un peccato poi che gli USA non si siano qualificati!

Immaginate un match tra l’ex Unione Sovietica e gli Stati Uniti, col presidente della Federazione Russa e Donald Trump intenti a “sfidarsi” sugli spalti a suon di slogan, magari suonandosi una vuvuzela (???) nell’orecchio. Altro che G7, G8 e cose simili… sarebbe l’inizio tragicomico ideale per una nuova ed assurda Guerra (semi)Fredda!

Scherzi a parte…

Spero proprio che Russia 2018 possa essere ricordata come una manifestazione sportiva pura e semplice. Con tanto spettacolo, gol d’antologia, senza polemiche e soprattutto senza fatti di cronaca da tramandare ai posteri.

Considerando i tempi che stiamo vivendo sarebbe già una gran cosa, non trovate?

 

Precedente I primi passi: un evento epocale Successivo Secondo figlio: sì o no?