Gita a Gardaland: un weekend da raccontare

Io, moglie e figlia a Gardaland? Tra attrazioni, bestie acquatiche e intestini capricciosi è stata un’esperienza davvero interessante.

Questa storia comincia per caso, quando una sera ci si rende conto della possibilità di usufruire del bonus vacanze. Ore e giorni a chiedersi dove, come, quando andare e alla fine si opta per qualcosa di diverso dalla “solita” città d’arte. Anche perchè con una figlia di 4 anni quasi 5 sai che tortura? Per lei ad ovvio rischio noia e per noi… anche, tutto sommato. Vogliamo svagarci tutti e tre appassionatamente? E allora timone a dritta e rotta verso Gardaland!

Lascio perdere dettagli relativi a prenotazione e budinate varie, tanto so benissimo che voi (pochi) che leggete non arrivate dalla Preistoria e nel caso sapreste arrangiarvi. Voglio principalmente soffermarmi su quegli aspetti che hanno reso indimenticabile il fine settimana nel parco di quel cazzone di Prezzemolo. No, davvero, fatico a trovare un personaggio più meh, bah, uff di quel draghetto verde. Cazzo ci sono andato a fare? Beh, volevo divertirmi e avessi voluto sparare a qualche rettile gigante avrei ripiegato su Jurassic Park…

Fase 1: l’arrivo al Gardaland Hotel

Viaggio serale. Moglie esce dall’ufficio, passa a prendere me e la piccola diavola e si parte. Traffico sì ma scorrevole e nel giro di un’oretta e mezza si giunge a destinazione. Effettuando il check-in ci si accorge già della presenza dell’infame verde e di altre creature cartonesche e piuttosto pucciose. Ovviamente per chi va alla scuola materna è il delirio. Foto qui, foto lì, lo shop è chiuso e che peccato non poterlo svaligiare (che culo invece, visti i prezzi), si va in camera.

Che è a sorpresa, visto che è abitudine di chi gestisce estrarre quelle a tema in base a fattori come disponibilità del momento e via dicendo. Quindi, nel mentre si procede lungo il corridoio, mi è partita spontanea una sorta di preghiera del tipo “non Prezzemolo, cazzo, per favore, dai” seguita da una più delicata “se è Peppa Pig faccio una grigliata in bagno”. E infatti…

44 gatti, in fila per 6 col resto di 2.

Poteva andare meglio ma anche peggio e quindi ok. Guardate la parete fronte letto che bella che è: decorazioni, disegni, e quella sedia demmerda con schienale a chitarra sulla quale più volte ho rischiato il collo. Non male i particolari come la tv funzionante (in pratica è un plasma nascosto), i finti libri e la radio, anch’essa finta, che spesso ho cercato di portarmi a casa. Ma A) è sbagliato e soprattutto B) era attaccata alla mensola.

Passato del tempo tra un AAAAH, EEEEH, IIIH e un “vojo vedere la televisione” ci siamo concessi due passi nel giardino dell’hotel. Dove abbiamo apprezzato la fontana e un po’ meno le statuette che al buio risultano inquietanti, almeno per me. Dulcis in fundo le giostrine: molli un euro e, incredibile ma vero, tua figlia può stare sul trenino allo sfinimento. Al contrario della macchina di Hello Kitty che s’è pappata la monetina senza emettere un miagolio. O un rantolo, sta stronza.

Fase 2: venerdì a gardaland, tante attrazioni e poca gente

Benedetta la giornata di ferie che la mia dolce metà si è presa! Dopo una notte per me quasi insonne (il letto era duro come una bestemmia in chiesa) e una più che discreta colazione, ci siamo fiondati alla navetta che ci ha portati al parco. Dove non c’erano molti turisti e si è potuti circolare senza problemi.

Quella maiala di Peppa Pig, che gioia!

Hai schivato il proiettile della stanza, vorrai mica evitare anche quello delle attrazioni a tema? Scherzi a parte, sono le prime attrazioni che incontri, dedicate ovviamente ai più piccoli, non si possono evitare. Giustamente, direi. Non è stato neanche male, tra uno scivolo, una barchetta e una tazza attaccata a palloncini che ci ha regalato una prima visuale aerea del posto. Giusto il tempo di apprezzare il Legoland Water Park, ovviamente chiuso che non era più stagione.

Alberi e acqua, vertigini e risate

Staccarsi dalla rosea suina è stato difficile, meno male che a Gardaland non mancano le attrazioni. E quindi via di giro sull’aereo su rotaia sopraelevata, in culo alle vertigini chè il panorama merita. Và che bello l’Albero di Prezzemolo! Ci siamo andati, una quantità oscena di scalini e qualche scenetta carina ma non troppo che “è buio e hoppppaura”.

Per non parlare della Magic House: sarà stata principalmente un’illusione e un sapiente gioco di rotaie e oscillamenti ma ne è valsa la pena. Per me, le altre due invece se la sono fatta sotto. Mi sa che il concetto di “adatto a tutti” avrebbe bisogno di una smussatina, una roba del genere può risultare impressionante se hai 5 anni o poco più.

Il giro poi è proseguito tra una foto ricordo, una giostra coi cavalli e un pranzo dal vago sentore tedesco a base di carnazza (cotoletta di porco e wurstel) e patate. Evito accuratamente di parlare dell’attrazione Mammut, piaciuta non so a chi di noi tre, di sicuro non alle mie mutande che han corso più volte il rischio di ricevere una bella mano di marrone. Non so se rendo l’idea. A me cose come montagne russe e similari non piacciono, soffro di vertigini e avessi saputo che sarebbe stata così… l’avrei fatta lo stesso perchè le due infami mi hanno costretto col fucile puntato in faccia. Non è vero ma quasi. Forse.

Il venerdì, di fatto, si è concluso con una bella visita a Fuga da Atlantide. Tante foto, tanti scorci interessanti, nessuna attrazione fatta. Perchè una, piccola, era chiusa e l’altra, la principale, non si poteva fare: mia figlia risulta ancora troppo bassa. Invece per quel cazzo di carrello da miniera di prima no, eh? Mortacci loro!

Meno male che la doccia fuori programma è arrivata prima di tornare in albergo, col Colorado Boat: un paio di discesone sul tronchetto e ci siamo ritrovati zuppi e contenti. Tanto faceva caldo, quindi chissenefrega.

Fase 3: sabato a gardaland, poche attrazioni e tanta gente

Dopo una notte passata a russare come mietitrebbie, è giunto il momento di affrontare il giorno più temuto. Il sabato, col bel tempo e in un posto del genere, può essere un continuo esercizio di pazienza. Una quantità oscena di gente, spesso menefreghista nei confronti del prossimo, per non parlare delle… urla. Ovunque fossimo era un proliferare di persone in modalità mercato del pesce e non mi riferisco ai pazzi sull’Oblivion. Sembrava di essere ad un concerto solo che la musica, simil country, proveniva dagli altoparlanti. E faceva cagare.

A proposito di cagare, con un briciolo di vergogna ci tengo a dire che il sottoscritto ha affrontato il sabato con dolori tipo parto dovuti ad un bell’attacco di scioltarella di prima mattina. Cosa che non mi ha permesso una colazione come si deve, minando il mio umore. Capite bene che panza + casino generale = quando andiamo a casa? E invece no. Anche perchè, dopo un giro in treno, una sosta nei negozi e qualche foto è arrivato il momento della…

Fase 4: a caccia di pesci al Gardaland SEA LIFE Aquarium

Cosa raccontare di questo posto? Potrei iniziare col dire di dare prima uno sguardo agli orari degli spettacoli. Noi siamo arrivati che il leone marino aveva già finito e lo abbiamo solo ammirato mentre si riposava. Potrei anche soffermarmi sul fatto che, se siete stanchi e avete i coglioni girati, la gente che ti si piazza davanti mentre guardi una medusa non vi sarà di alcun aiuto. Ma voglio rimanere sul positivo e dire che certi pesciolini e certi pescioloni meritano un pizzico della vostra pazienza, così come certe vasche che, non avessero avuto alcuna bestia all’interno, sarebbero state comunque notevoli per allestimenti e dimensioni.

E che dire della stanza dedicata al disegno? Tu arrivi lì che non ne puoi più, tua figlia non accusa stanchezza e assomiglia ad un criceto fatto di lsd e, magia delle magie, ecco la salvezza. Un tavolino, una sedia, dei pennarelli e un foglio con un pesce da colorare, magari non sul QR code. Perchè sto codice servirà allo scanner, il quale processerà il disegno che sarà poiproiettato a tutta parete. Fondamentalmente la creazione dei bimbi prende vita e si muove lungo un acquario virtuale, mentre tu genitore ti appoggi alla parete e ti godi un po’ di meritato riposo.

A proposito di meritato riposo, vi state chiedendo in che condizioni sia tornata a casa mia figlia? Lei non aveva sonno, lei voleva vedere il tablet e infatti, 10 minuti dopo…