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Masters of the Universe (2026): la recensione che potreste odiare

Io, moglie e figlia al cinema a vedere il nuovo Masters of the Universe? Scoprite perchè secondo noi è un film quasi perfetto, checchè se ne dica….

Per favore, fà che nel peggiore dei casi sia una pellicola innocua e speriamo che in sala non ci siano i soliti rompipalle. E soprattutto ti prego… fà che Masters of the Universe non sia una schifezza atomica come una certa porcheria dell’anno precedente. Auguriamoci che le recensioni miste nascondano una sorpresa e che la concreta possibilità che si riveli un flop non incida sull’esperienza. Questi i pensieri che mi vorticavano in mente.

Lo confesso, quando abbiamo deciso di vedere la pellicola di produzione Mattel-Amazon-MGM la mia più grande paura era che potesse rivaleggiare con Un film Minecraft, in quanto a schifo. Il solo pensiero di veder rovinato un mito della mia infanzia “grazie” ad un lavoro da minchiachemerda come quella roba con Jack Black e Momoa quasi mi teneva sveglio di notte.

Come forma di difesa preventiva ho così deciso di tenere le aspettative eccezionalmente basse, proprio per evitare un travaso di bile cinematografico. Sono poi passato a mettere in guardia la mia consorte sui pericoli che potevano annidarsi in oltre due ore di visione. E la piccola di casa? Beh, per lei si andava a vedere “il film di He-Man” (che non conosceva), “quello del castello che hai tu” (riferendosi al Grayskull che ho sul comodino).

Finita la doverosa premessa è proprio il caso di porre una domanda: com’è andata a finire? E’ stato quasi un capolavoro e non mi vergogno di dirlo.

Se avete letto bene il titolo e quelle righette in grassetto là in alto potreste aver sentito come un brivido, una sensazione di minaccia. O magari vi sarete già incazzati perchè i MOTU versione 2026 li avete già visti e li avete odiati. Come dicevano i saggi i gusti son gusti, quindi…

Ecco la recensione di famiglia su Masters of the Universe, una pellicola piacevolmente sorprendente.

L'He-Man di Nicholas GalitzineCosì tanto da dire e così poco tempo…

Personaggi, ambientazione e trama. E poi ancora i confronti con i Masters originali (giocattoli e cartoni) e le emozioni suscitate. Gli spunti di conversazione sono molteplici e potrei scrivere all’infinito, ma ho pietà di voi e proverò ad essere sintetico procedendo in ordine cronologico.

La prima parte ambientata su Eternia narra la giovinezza del principe Adam, il suo rapporto col padre (re Randor è proprio stronzo) e con la vera figura di riferimento che è Duncan (Man-At-Arms). Non fai in tempo a dire che la CGI dei fondali si vede (anche troppo) che è CGI che parte una delle battaglie più cazzute che abbia visto. Una sinfonia di legnate, esplosioni e atti di eroismo e cattiveria che mi han fatto pensare “non possono andare avanti così”.

E infatti, al culmine della drammaticità e dei sacrifici parentali, le vicende si spostano sulla Terra. Anni dopo troviamo quindi un Adam impiegato delle risorse umane (???), ossessionato dalla spada del potere e… sì, ovviamente è cresciuto ma è un… come dirla gentilmente… è un simpatico coglione. Le cose sul nostro pianeta si fanno esilaranti il giusto poi, inevitabilmente, il nostro eroe torna nel suo mondo natale.

In un’Eternia irriconoscibile inizia una doverosa macro parte che porterà prima alla “nascita” di He-Man e poi alla resa dei conti, non priva di scene prevedibili e momenti epico-esilaranti. E’ proprio questo mix di azione e risate (che sa tanto di MCU) a rendere il lavoro di Travis Knight (regista di Bumblebee) assolutamente godibile. Anche perchè riesce a prendersi sul serio e a prendersi per il culo in modo vorticoso, tanto che le 2h e 20′ totali sono volate via decisamente in fretta e senza punti morti.

Lo Skeletor di Jared Leto in Masters of the UniverseMasters of the Universe: le micro recensioni di moglie e figlia

Immagino abbiate intuito che a me questo film è piaciuto molto, ma cosa ne pensano le mie due compagne di viaggio?

Moglie: “è stato un piacevole e divertente tuffo nel passato. Avrei gradito un pizzico di romanticismo in più (suo marito cioè io commenta con un bel chissenefrega rischiando la morte )”. A quanto pare la mia signora ha molto apprezzato il fatto che Adam/He-Man abbia saputo usare qualcosa della sua esperienza terrestre per risollevare il morale suo e dei colleghi guerrieri. Il concetto di team building tipico da ufficio trasportato sul campo di battaglia? Ebbene sì. E infatti giù risate.

Figlia: “mi è piaciuto un sacco, ho riso molto ma durante le battaglie ho SEMPRE avuto paura”. E Skeletor c’entra relativamente. Qui si potrebbe aprire un discorso su certe sue paure attuali ma non è questo nè il post nè il momento adatto. Di sicuro il concetto di sacrificio per il bene dei figli (come ne I Fantastici Quattro) le è ben entrato in testa, forse anche troppo profondamente. E infatti notte insonne. 

Adam e i suoi in Masters of the UniverseDue parole sui buoni

Da fan di vecchia data mi preme parlare un attimo di alcuni personaggi (e relativi attori) presenti nel film.

A parer mio il protagonista Nicholas Galitzine nei doppi panni di Adam e He-Man funziona più da un punto di vista comedy che come macchina da guerra. Cosa posso dire invece della Camila Mendes di Riverdale? Che è credibile come Teela, sempre pronta alla battaglia e… alla friendzone. Detto che Idris Elba PER ME potrebbe fare tutto tanto è bravo (e qua lo dimostra), mi chiedo perchè scrivere un Roboto simile e mostrare così poco una certa tigre verde.

Masters of the Universe, come detto, è un sapiente anche se forse fin troppo esagerato mix di comicità e badassismo. A dimostrazione di ciò rimangono impresse le figure di Ram-Man e soprattutto di Fisto, mai così… pornico in certi sketch ai limiti della comicità da liceo. Come dite, certe cazzate potevano risparmiarsele? Opinione vostra, a me questo esasperare certi aspetti dei singoli personaggi mi ha divertito non poco.

Skeletor e la sua truppa in Masters of the UniverseDue parole sui cattivi

Dietro la cattiveria e il carattere da bambino (parole di figlia) di Skeletor c’è Jared Leto e se non lo avessi saputo prima lo avrei comunque intuito. Come? A causa di una risata fin troppo simile a quella del… Joker di Suicide Squad.

Tra i sottoposti del villain spicca sicuramente Trap Jaw, una sorta di Frankenstein da battaglia dipinto molto più cazzuto e meno scemo di quanto lo ricordassi nel cartone degli anni 80. La sua figura risulta poi indispensabile per l’evoluzione tra il drammatico e l’esilarante di Duncan e PER ME la rivalità tra i due è la vera sorpresa del film. Anche perchè che He-Man e Skeletor finissero per pestarsi era cosa ovvia.

In conclusione

Avrebbero potuto fare diversamente? Sì, si può sempre fare diversamente. Avrebbero potuto fare meglio? Probabile, la versione 2026 dei Masters non è tecnicamente perfetta ma è dannatamente divertente. Avrebbero potuto fare peggio? Cazzo, sì, decisamente.

Sono partito non aspettandomi chissà che e anche se non lo avessi fatto sarei comunque uscito dalla sala felice come un bimbo di 44 anni. I Queen messi così a sorpresa e le TRE scene post credits hanno rappresentato la classica ciliegina su una torta estremamente golosa. Sempre che piacciano, certi dolci. E considerando il pericolo flop dietro l’angolo mi sa che a molti tali leccornie vanno indigeste.

Per fortuna Amazon può tranquillamente sbattersene le balle del botteghino. Quindi chissà, magari un giorno vedremo un secondo capitolo dedicato ai Masters of the Universe. Anche perchè io voglio vedere un film con un Ninjor letalissimo, degli inquietanti Merman e Webstor e un devastante Rio Blast. Ci ficco pure Extendar in versione pornica come Fisto, perchè no?

Se non avete ancora visto la ragione di tutte queste parole, beh, fatelo. O preferite “rimanere lì col vostro vomito”? Un po’ come avrebbe voluto fare Man-At-Arms, al quale va il premio di miglior personaggio non protagonista di una chicca che (ci scommetto) rivedrò più e più volte.

E con questo è tutto, spero di non avervi annoiato troppo. 

Alla prossima!

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