Ci si attendeva uno show epico eppure le cose non sono andate alla perfezione: ecco cosa ne penso su Wrestlemania 42.
Lo Showcase of the Immortals è giunto alla sua quarantaduesima edizione e come l’anno scorso il carrozzone WWE ha fatto tappa a Las Vegas. Come sono andate le due serate? Beh, ognuna di esse ha “deliziato” i fan con ben 7 incontri. Occhio che le virgolette non sono lì per caso visto che anche quest’anno lo show di wrestling più famoso di tutti ha fornito più di un motivo per… beh… tirar giù qualche bestemmia. Sì, Wrestlemania 42 è ormai alle spalle e posso dire con assoluta certezza che l’abbuffata organizzata da Paul “Triple H” Levesque è risultata perfettibile.
Perfettibile? Diciamo che per certi momenti potrei utilizzare ben altri termini perchè mi sono ritrovato spesso delusincazzato. In parole povere? C’erano tanti ingredienti per cucinare delle pietanze memorabili ed altrettanti per cavar fuori delle cagate pazzesche. Com’è andata a finire? Beh, parliamone…
Lo “show” di iShowSpeed
Il primo incontro vede gli Usos e LA Knight contro The Vision (Austin Theory e Logan Paul) e IShowSpeed, uno youtuber estremamente famoso negli USA. La costruzione nelle settimane precedenti è stata poco originale e tutti si chiedevano quante mazzate avrebbe preso lo streamer. Le attese, per quanto mi riguarda, non erano elevatissime e devo dire che è successo esattamente ciò che mi aspettavo. E cioè molto poco di interessante.
Qualche mossa, pochi colpi di scena e un finale che mi ha fatto pensare “ok, vabbè”. Se un match dura 7 minuti e le entrate dei contendenti si rivelano più lunghe allora vuol dire che c’è qualcosa che non va a monte. Questo è stato un tipico caso da “se il buon giorno si vede dal mattino…”. Cosa intendo? Che in due giorni la combo entrate infinite + poco spettacolo si è ripetutain modo spiacevole. Sì, insomma… è Wrestlemania e fai vedere poco wrestling? Bravi, bravissimi. Andate a cagare.
Un minestrone non molto saporito e con ingredienti a caso, cucinato giusto per dare visibilità non solo ai 5 wrestler ma anche e soprattutto alla celebrità.
Voto: 5
Drew McIntyre vs Jacob Fatu col freno a mano tirato
Una rivalità che andava avanti da tempo e la sensazione che questo “unsanctioned match” sarebbe stato raccontato come una resa dei conti bella cruda. E’ stato così solo in parte: i due si sono pestati, quello sì, ma per il sottoscritto avrebbero anche potuto osare di più.
Non dico che avrebbero dovuto… che so… darsi fuoco però in 14 minuti di lottato (non male considerando la media di tutta la manifestazione) almeno un momento da “elamadonna” ci sarebbe stato bene. E avrebbe senz’altro lasciato una sensazione migliore in bocca.
Un piatto di pasta sicuramente buono ma comunque fatto col sugo pronto.
Voto: 6,5
Il ritorno di Paige
Un fatal four-way match per il titolo di coppia femminile dal quale mi aspettavo poco di memorabile. E infatti probabilmente mi sarei anche addormentato ma l’ingresso della lottatrice in foto mi ha tenuto sveglio perchè ero curioso di vedere come se la sarebbe cavata. Paige non è andata male, ha fatto il suo così come le colleghe hanno fatto il loro compitino.
In 8 minuti e mezzo era difficile chiedere di più, anche perchè nel quadrato non erano presenti atlete estremamente veloci e spettacolari. Carisma? Magari sì ma la durata esigua dedicata all’azione vera e propria ha penalizzato il tutto.
Una frittura di pesce venuta non benissimo ma con un ingrediente abbastanza appetitoso.
Voto: 6
Aj Lee vs Becky Lynch: tutto come doveva andare
Che la compagna di CM Punk potesse conservare il titolo intercontinentale era improbabile. Anzi, era più giusto che The Man ottenesse la propria rivincita dopo aver praticamente perso la rivalità dall’inizio fino a questo punto. Ero curioso di vedere come avrebbero inscenato il tutto e devo dire che han messo in piedi una contesa apprezzabile.
Il finale, poi, l’ho trovato bello e confesso che per un attimo ho pensato ad un coinvolgimento più pesante dell’arbitrA Jessika Carr. Così non è stato perchè il match doveva essere un punto e a capo abbastanza credibile. Ci sono riusciti? Sì e pazienza se è terminato in modo sporco.
Una grigliata con pochi ingredienti ma cucinati bene.
Voto: 6,5
Il capolavoro del sabato
Quello tra Gunther e Seth Rollins è stato senza dubbio lo show stealer della serata. La storia raccontata nei giorni precedenti è stata breve e un po’ improvvisata perchè avevano previsto ben altri scenari per entrambi. Ma quando in campo fai scendere due fuoriclasse non puoi che regalare dell’ottimo spettacolo.
Il match è stato intenso, a tratti violento, sicuramente spettacolare e i due diversi stili di lotta si sono integrati alla perfezione. In altre parole? Mi sono divertito molto e l’interferenza di un rientrante Bron Breakker è servita a portare a termine un incontro da “fight forever”. Sì, insomma… Rollins e il Ring General son talmente bravi che avrebbero potuto combattere all’infinito e la gente non si sarebbe comunque annoiata.
Una meravigliosa scorpacciata di roast beef.
Voto: 8, ma solo perchè non c’era in palio alcuna cintura
Qualche minuto in meno no?
Liv Morgan e Stephanie Vaquer hanno raccontato una rivalità accesissima e nelle settimane precedenti si sono pestate, anche troppo bene. Ma alla resa dei conti le teste pensanti hanno deciso che “facciamole combattere per 7 minuti scarsi” fosse cosa buona e giusta e han buttato tutto nel cesso. Al punto che l’ormai ex campionessa mondiale si è scusata con alcuni tifosi mentre faceva ritorno nel backstage. Se io avevo le palle sotto le scarpe, posso solo immaginare lei…
Sono riusciti a far scuocere il risotto, incredibile!
Voto: 5
Il main event di Wrestlemania 42 Saturday? Un capolavoro di nonsense.
Quella tra Cody Rhodes e Randy Orton è una rivalità che “si scrive da sola”? Bene, TKO e WWE decidono di far casino (quanto si stanno sul cazzo a vincenda?) e nel calderone ci buttano Jelly Roll e soprattutto Pat McAfee. Il quale fa da manager a un 14 volte campione del mondo che non avrebbe bisogno di aiuti nè al microfono nè, tanto meno, sul ring.
A proposito di ring, pare che mister RKO fosse infortunato e quindi l’andamento del match ne ha comprensibilmente risentito. Cosa che per altro che un fan potrebbe anche accettare, ma sono comunque riusciti a rovinare tutto perchè MAGAfee si prende le botte, torna come arbitro e… Orton lo atterra per poi perdere per poi vendicarsi sul suo ormai ex amico (Rhodes)?! Cioè, DOPO ANNI decidi che si può utilizzare il punt kick e lo releghi al post match? Ma perchè? Niente e dico NIENTE ha avuto senso.
Prendi quello che hai nel frigorifero, frulli il tutto e otterrai una sbobba maleodorante che nessuno vorrebbe mangiare.
Voto: 3
Sì, cazzo e… opporcaputtana!
La seconda serata del Grandest Stage of Them All si apre con l’incontro tra Brock Lesnar e Oba Femi. In meno di 5 minuti il giovane nigeriano resiste all’offensiva del ben più esperto rivale e lo schianta senza pietà al tappeto, nel delirio generale. E’ stato un match tanto breve quanto godurioso e ritengo che si possa tranquillamente parlare di… OBAMANIA!
The Beast che accetta di perdere in poco tempo non si era quasi mai visto e… DAVVERO LESNAR SI E’ RITIRATO?! Pare di sì, le lacrime sue e di Heyman sono parse genuine ed è stato proprio un bel momento. Non dico mi sia commosso ma quasi.
No bread, no water, just meat. Solo che poi piangi perchè devi affettare la cipolla.
Voto: 7,5
Un ladder match “solo” bello
Prendi una cintura (intercontinentale), appendila sopra il ring e dì a 6 wrestler che il primo che raggiunge il trofeo sarà (o rimarrà) campione. Ecco spiegato come funziona un six-pack. Quello della night 2 di Wrestlemania 42 che incontro è stato? Come da programma le parole d’ordine sono state caos, azione e spettacolo. Ogni lottatore coinvolto ha detto la sua secondo le proprie caratteristiche e alla fine ha vinto chi doveva vincere e cioè Penta, il pazzo che sto match lo aveva proposto.
Una buona grigliata di pesce, senza sorprese ma divertente. S’è visto di meglio? Sì, ma anche tanto di peggio.
Voto: 7
Qualche minuto in meno no? Parte 2
Se si escludono gli incontri di Brock Lesnar, sette minuti e sette secondi NON sono mai un tempo sufficiente per raccontare BENE qualcosa. E infatti tra il sempre più fischiato Sami Zayn e Trick Williams (tifatissimo) è andata in onda una battaglia non dico brutta ma neanche bella e che, purtroppo, dopodomani non ricorderò.
Double turn? Uno scambio di ruoli durante la contesa? Questo si vociferava e invece… beh… col cazzo. C’erano tutte le carte in regola per “cucinare” qualcosa di ottimo ma chi ha sceneggiato il tutto ha proposto un brodo sciapo da bere con la cannuccia. Mah.
Voto: 5
Lo strano ritorno del “Demon”
Finn Balor dopo eoni riprende la carriera senza nessuno al proprio fianco, esce dall’ombra del Judgement Day ed affronta chi di fatto lo ha estromesso dalla stable. Parlo di Dominic Mysterio, che nell’incontro senza regole proposto ha tutto sommato venduto cara la pelle.
Dove stanno le mie perplessità? Una volta il Demone della WWE era un’entità invincibile, poi hanno deciso di buttare il tutto giù per il cesso e lasciare questo personaggio nel dimenticatoio. Fino a quest’anno. Avrebbero potuto giocarsi l’effetto sorpresa di un suo ritorno invece di sbandierarlo? Sì, decisamente. Comunque il match è stato gradevole, la durata per una volta si è rivelata corretta e ha vinto chi DOVEVA vincere.
Logico, un po’ scontato forse, ma una pasta al tonno non fa mai male.
Voto: 6,5
La sorpresa della serata?!
Che Rhea Ripley sia diventata una sorta di Miss Wrestlemania è cosa buona e giusta perchè è riuscita a tirar fuori il sangue dalle rape. Jade Cargill non è stata memorabile come campionessa, ha vinto sì un po’ di incontri ma per me non ha mai sfoderato niente di figo. Poi le due sono entrate in rotta di collisione e…
… anche se la costruzione del match non è stata granchè la contesa avvenuta a Las Vegas mi ha sorpreso, in modo positivo. Merito anche di un finale eseguito a regola d’arte e di una sensazione generale estremamente piacevole. La sosia di Tempesta degli X-Men avrà anche perso ma in qualche modo esce rafforzata dalla sconfitta, quanto meno a livello di performance.
Niente roba per palati raffinati ma è stata comunque una buona scorpacciata: non è caviale ma anche i gamberetti sono buoni, se preparati a modo.
Voto: 7
Wrestlemanhausen is running wild
Un momento leggero prima del pezzo pesante della serata ci voleva. Ecco come dovreste interpretare il mega siparietto con protagonisti John Cena (conduttore delle due serate), The Miz, Kit Wilson e soprattutto Danhausen. Quest’ultimo era arrivato nel meh generale ma nel giro di pochissimo tempo è diventato una delle attrazioni principali di tutto il circo WWE. Fa ridere, è strano e la storyline che lo vede maledire chiunque egli voglia piace a tutti.
Il sorbetto che ti fa fare il ruttino prima di concludere l’abbuffata.
Voto: boh, per la sua utilità direi 7
Un capolavoro? Quasi.
Quel quasi è lì per due motivi: uno personale (tifavo chi ha perso) e uno legato alla “gradonata” che in altri contesti avrebbe portato ad una squalifica. L’arbitro è stato di manica larga, considerando la portata dell’incontro? Ci sta, però visto lo spettacolo offerto non ce n’era bisogno. Detto questo… WOW!
Chi pensava che CM Punk non potesse reggere più di mezz’ora di legnate si sarà ricreduto. Chi pensa che Roman Reigns non sappia fare il proprio mestiere dovrebbe smettere di bere Tavernello a stomaco vuoto. I due contendenti hanno regalato ai fan qualcosa di assolutamente notevole, un match violento come ci si attendeva e tanto bello come forse nessuno si aspettava.
Il tutto senza nessuna interferenza di parenti, pseudo alleati o celebrità messe in mezzo un po’ a cazzo. Ed ogni riferimento al main event della sera precedente non è puramente casuale. Non ho utilizzato termini gastronomici perchè non ce n’era bisogno. Chapeau!
Voto: 8,5
In sintesi: Wrestlemania 42 è stato un banchetto con pietanze buone e pessime, concluso col dessert più buono che potessero offrire. Avrebbero potuto fare di meglio, avrebbero potuto evitare di sprecare tanto tempo con entrate tanto lunghe, avrebbero dovuto proporre più wrestling e meno gente che non c’entra un cazzo col business. Ma almeno hanno finito alla grande.
Spero di non avervi annoiato con tutte queste parole…
Alla prossima!


