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5 film di Renato Pozzetto che bisogna vedere

Sembra incredibile che Renato Pozzetto abbia 80 anni. Ecco i suoi 5 film che riguarderei all’infinito e che chiunque dovrebbe conoscere.

Ci sono i recentissimi kolossal con i supereroi e ci sono i vecchi capolavori del passato. C’è Robert Downey Jr. e c’è Clint Eastwood. Ma quando si chiacchiera di cinema non si può non parlare del cinema nostrano, della commedia italiana e dei suoi fantastici interpreti. Approfittando del suo recente ottantesimo compleanno, oggi voglio parlare di un certo “ragazzo di campagna” di nome Renato Pozzetto. A lui dobbiamo memorabili interpretazioni che mi hanno regalato spesso e volentieri delle sane e grasse risate.

Tra un taaac e alcuni  illustri colleghi, ecco i 5 film di Renato Pozzetto che non potete non vedere.

Il ragazzo di campagna

Questo film ha giusto due anni in meno di me. Classe 1984, l’opera di Castellano e Pipolo narra le vicissitudini del contadino Artemio che decide di mollare campi e trattore per tentar fortuna a Milano. Ovviamente le cose non andranno come sperato e le situazioni assurde ed esilaranti si sprecheranno, nel corso di 92 minuti da lacrime agli occhi. Le scene mitiche sono davvero un sacco: innanzitutto la presentazione del protagonista e del suo “ambiente familiare” fatto di levatacce, pinguini (?!), unghie tagliate simili a proiettili e succulenti pranzi a base di gatto coniglio.

Una volta nella metropoli lombarda, il buon Artemio deve affrontare i ritmi di una città che non dorme mai e che non sa cosa voglia dire aggirarsi per le strade con un trattore (succede anche questo). Chi si deve abituare a chi, quindi? Boh, di certo è che non dev’essere semplice passare da una tranquilla casetta campagnola ad un minuscolo monolocale dotato, si fa per dire, di ogni comfort. Chi non ha mai sognato quella doccia o, magari, QUEL pranzo degno di un re? Taaac.

A proposito di comfort, sicuro come le scorregge che tira non dev’essere confortevole avere un cugino come Severino Cicerchia. Perchè uno spera di avere un parente che ti dia una mano e non che sia il parente stesso ad usare la tua, di mano, per scippare qualche povera vecchietta. Comunque, un applauso a Massimo Boldi che in pochi minuti ha saputo portare in scena un personaggio tanto disgustoso da essere indimenticabile. Una spalla degnissima che ben si amalgama con l’innocente e sprovveduto protagonista.

L’ottimo Artemio, tra un colloquio allucinante e un provino disastroso, trova anche il tempo di innamorarsi. Una donna bellissima che non ha mai tempo nè vuole fermarsi un attimo a riflettere, che non ha tempo nè vuole fermarsi un attimo per considerare il personaggio di Pozzetto per quello che è: un’anima semplice che meriterebbe almeno un po’ di vera attenzione. Come avrete capito, Angela non sta propriamente simpatica, anzi è una grandissima stronza! Ed infatti…

Parlando di colleghi illustri con i quali Renato Pozzetto ha lavorato…

Le comiche

Fantozzi + Il ragazzo di campagna?! Subito! Questo almeno è quello che da ragazzino mi veniva in mente ogni volta che questo film passava in tv. Renato Pozzetto fa coppia con Paolo Villaggio in una pellicola che vede i due ricoprire di volta in volta ruoli differenti e combinare sempre dei bei pasticci. Imbianchini ad un matrimonio, addetti alla stazione di servizio, venditori di aspirapolveri in Trentino e chi più ne ha più e metta: le situazioni assurde si sprecano così come non mancano le risate.

Il film, del 1990, vede la regia di Neri Parenti e ha ben due seguiti, Le comiche 2 e Le nuove comiche, a mio giudizio meno spassosi del primo indimenticabile capitolo.

Noi uomini duri

E qua si va sul pesante, nel senso che potrei ammirare in azione la strana coppia Pozzetto-Montesano più o meno all’infinito. Un proprietario di banca e un tranviere vanno in vacanza presso una scuola di sopravvivenza, fanno amicizia e si trovano a dover imparare a pescare, arrampicare e costruire capanne improvvisate. Sarà un tripudio di figuracce, furberie e continue sfide al ponte tibetano, senza dimenticare una tresca con due calciatrici e la rivalità col “Rambo” della situazione.

Oltre ai due assi della comicità italiana, ci sono un sacco di personaggi tutti ben caratterizzati e tra gli attori non posso non citare un’Alessandra Mussolini non ancora in politica e il buon Jimmy Ghione di Striscia la notizia. Discorso a parte poi per Igor Marini, che da mister “pompa-pompa” sul set diventerà nella vita reale un faccendiere arrestato e condannato per associazione a delinquere e calunnia.

Ricky e Barabba

Altro film altra perla che avrò visto una decina di volte. Prendi un Renato Pozzetto miliardario caduto in disgrazia ed affiancagli un Christian De Sica barbone e simpatico come poche altre volte. Cosa ottieni? Una coppia più che improbabile che si ritrova a viaggiare insieme ai maiali o su un treno merci e a deliziare a colpi di forchetta e rutti fotonici gli ospiti di un raffinato ristorante. Non c’è molto altro da dire, questo road movie tricolore scorre in fretta, appassiona, diverte e fa ridere: impossibile chiedere di più!

7 chili in 7 giorni

Cosa puoi fare se ti sei laureato in medicina con voti non propriamente altissimi? Semplice, apri una casa di cura per obesi insieme ad un tuo compagno di corsi altrettanto “scarso” negli studi. Con risultati disastrosi e memorabili. Ecco, in poche parole, la trama di un film che, a dispetto della professione dei due protagonisti, mi ha sempre messo fame. Sarà per quei spuntini che Renato Pozzetto e Carlo Verdone si preparano nel cuore della notte? O è più per quell’insopportabile bambinone che nasconde cose da mangiare ovunque? Di sicuro quando in un film c’è la sora Lella stai sicuro che una risata te la fai, sempre.

E questo è tutto.

Prima di chiudere, permettetemi di rinnovare gli auguri ad una leggenda del cinema italiano. E di salutarvi con l’unico, vero, imperdibile profumo che ogni fan di Pozzetto vorrebbe mettersi 24h su 24…