Stan Lee non c’è più e mi mancherà

Aveva quasi 96 anni ed era malconcio da tempo, eppure la morte di Stan Lee arriva come un fulmine a ciel sereno. Eh sì, la scomparsa del papà dell’Uomo Ragno mi ha lasciato tanta tristezza dentro.

Forse ero segretamente convinto che Stan Lee fosse quasi invincibile come molti dei supereroi che lui stesso aveva creato. Quasi, perchè ancora una volta la vita reale ha dimostrato che l’unico modo per vivere per sempre è essere ricordati da chi ti vuole bene.

E in quanto appassionato di fumetti io al Sorridente gli ho voluto davvero bene! Perchè le sue opere in un modo o nell’altro mi hanno insegnato un po’ di cose…

Stan Lee protagonista di un disegno insieme ai suoi supereroi Marvel

Immaginate un bimbo dalla fervida immaginazione e timido come pochi altri. Immaginatelo nella sua cameretta a leggere il Corriere dei Piccoli, Il Giornalino e Topolino e poi guardatelo mentre “osa” farsi comprare un albo a fumetti diverso dai soliti. Quella novità è niente meno che un vecchissimo e per me storico numero 11 de L’Uomo Ragno, edizioni Star Comics. 2000 lire davvero ben spese perchè da lì in poi tutto cambiò.

Immaginate sempre quel bimbo che fino ad allora aveva divorato soltanto storie di Pippo, Paperino e degli altri “eroi” Disney. Ora quel bimbo, leggendo Pazzi come noi, scopre che nel mondo esistono persone malate mentalmente. Ma ci sono anche i supereroi.

Supereroi sì potenti, ma quelli di casa Marvel hanno un sacco di problemi e sono ben diversi dall’onnipotente Superman della Distinta Concorrenza (la DC Comics). Perchè Peter Parker c’ha problemi a scuola coi bulli, è orfano e vive con la zia che non è propriamente un’anziana e ricca signora. Perchè il buon Peter un giorno diventa Spider-Man ma, prima di dare la caccia a criminali comuni e non comuni, decide di fare soldi facili col wrestling e se ne sbatte il cazzo di fermare un ladro. Ladro che gli ammazza lo zio e da lì, un po’ per vendetta e un po’ per vocazione, parte la sua carriera da supereroe, spinto dalle profetiche parole dello stesso zio Ben…

Ecco quello che, a distanza di decenni, ho capito di aver imparato dalle opere del signor Stan Lee.

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Un motto, lasciatemelo dire, che in molti oggi potrebbero far proprio ma semplicemente decidono di sbattersene il cazzo. Un po’ come fece a suo tempo il buon Parker. Ma, ancora una volta, la vita reale dimostra di non essere un fumetto: non è detto quindi che certi personaggi dotati di un grande potere siano in grado di capire che razza di responsabilità abbiano nei confronti delle persone comuni.

Invece noi “piccoli” genitori abbiamo il grande onere e onore di dover crescere le giovani menti che chiamiamo figli. Riusciremo a ricordarci quanto ciò sia importante per il futuro di tutti?

Addio a Stan Lee, il papà dei supereroi Marvel

Quindi grazie davvero, Stan, per aver creato insieme ai tuoi illustri colleghi personaggi super nelle loro mille sfumature di normalità. Personaggi che si sono rivelati ottimi maestri per un timido bimbo appassionato di lettura. Personaggi come l’Uomo Ragno, i Fantastici 4, Hulk, Thor, Iron Man, gli X-Men, Devil e il Dottor Strange.

Ma vi rendete conto? Senza quel simpatico vecchietto con i baffi e gli occhiali da sole i cinecomic che oggi incassano un mucchio di soldi non esisterebbero!

Un giorno, quando potrà capire a fondo certe cose, mia figlia saprà quant’è stato importante Il Sorridente per il suo papi.

Ma, prima di allora, mi limito a dire…

Ciao, nonno Stan e grazie di tutto.

Excelsior!

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