Da Uno alle Bratz, passando per certi Transformers assolutamente dimenticabili. Riscopriamo i non sempre meravigliosi giocattoli degli anni 2000.
Sono nato nel 1982. Dopo Cristo, eh. Comunque da un punto di vista ludico ritengo che la mia infanzia sia irripetibile. Sì, insomma, gli anni Ottanta (e gli anni Novanta) per chi scrive sono stati il meglio del meglio. Senza nulla togliere al precedente e preistorico decennio (questo). Tra una botta di nostalgia e l’altra ho avuto un raro momento di lucidità e ho realizzato che non avevo ancora parlato dei giocattoli degli anni 2000. Fino ad ora.
Siete pronti a ri-saltare a bordo della DeLorean? Per quanto il periodo sia più vicino al presente mi rendo conto che è un territorio per me inesplorato. Perchè? Beh, con l’arrivo del Terzo Millennio il sottoscritto è entrato nella maggior età e per tanto (forse troppo?) tempo i balocchi sono rimasti fuori dai miei orizzonti.
Eccomi qua, dunque, pronto a parlare di bambole deformi e robot trasformabili diversamente belli. Senza dimenticare certe perle ai limiti del buon gusto o la roba che ha resistito all’incedere del tempo.
Bando alle ciance perchè il viaggio deve pur iniziare, no? Buona lettura!
Duri a morire: la molla Slinky (LINK Amazon alla versione odierna)
Come può una cosa inventata più di 80 anni fa finire in un articolo con un titolo simile? Semplicemente la semplicità vince e ancora oggi trovi in giro bisnipoti del primo storico modello. Peccato siano di plasticaccia, abbiano colori a volte improponibili e durino meno di una birra tra le grinfie di Homer Simpson. In altre parole si rovina e si rompe nel giro di pochissimo tempo. Però la Slinky è ancora tra noi e… le possibilità che ci seppellisca tutti per me non sono affatto remote!
Un highlander dei giochi di carte (disponibile qui su Amazon)
L’invenzione di questo articolo risale agli anni Settanta, ci ho giocato da bambino e ci gioco ancora oggi. Con enorme soddisfazione e divertimento insieme a mia figlia, utilizzando un mazzo di mia moglie risalente a quando lei era… meno stagionata. Ovviamente i +2 si possono accumulare senza alcun problema, in barba alle direttive ufficiali. Perchè, come detto da qualcuno online, “non sanno nemmeno le regole del loro stesso gioco”.
Ve lo ricordate Twister? (LINK Amazon alla versione Ultimate)
Altro giro altro gioco di società davvero vecchio e che, grazie alla semplicità e al divertimento che ne deriva, viene venduto ancora oggi. Pensate che il brevetto di Twister risale agli anni Sessanta ed il progetto ottenne successo sin da subito. Tutto ciò nonostante le critiche di chi, all’epoca, dipinse l’articolo della MB come una sorta di scusa per “vendere sesso in scatola”. So che avete presente quali siano le regole e… niente, un’accusa simile poteva saltar fuori solo da un posto come gli USA.
Passion for fashion? Maronn…
Perchè esistano ancora (qui un esempio) per me rimane un mistero. Si chiamano Bratz, sono le regine dei giocattoli degli anni 2000 e sono un bel pugno in un occhio in quanto a proporzioni. La cosa che mi dà più fastidio non è tanto il fattore vagamente super deformed quanto… dai, oh, le vedete anche voi quelle labbra inutilmente gonfie?
Una cosa bisogna dirla: considerando i canoni di bellezza promossi oggigiorno, ste schifezze hanno saputo anticipare i tempi. E forse non è un caso che nel corso degli anni siano usciti film, cartoni animati e videogame dedicati a queste bambole bröte comè ‘l pecàt. Brutte come il peccato, per chi non mastica un minimo di milanese.
Lo strano caso della Barbie biscottosa
Mi sono occupato tempo fa (qui) della bambola più famosa di sempre perchè, come tante bambine, mia figlia si è lasciata contagiare dal fascino senza tempo della signora di casa Mattel. Tra le varie stranezze uscite nel corso degli anni non si può non parlare della Barbie Oreo.
Quella che vedete in foto uscì se nel 2001 e in alcune parti del mondo, per il fatto che rappresentasse una ragazza afroamericana, fece scandalo. Al punto che in molti preferirono questa versione semplicemente perchè più… “corretta”, se devo proprio utilizzare la terminologia di certa gente. Mah.
I Transformers del terzo millennio
Un po’ come detto in apertura di questo articolo, i giocattoli degli anni 2000 li ho mancati, evitati. I figli di Cybertron non hanno certo rappresentato un’eccezione e per fortuna, direi. Mi sono già occupato dei RID (qui) e degli Armada (qua) e, considerando quanto NON mi abbiano impressionato, non credo proseguirò con l’esplorazione.
Sono troppo vecchio per certe stronzate? Nì, nel senso che certi TF un po’ più recenti hanno dato il là ad una febbrA ludica personale che solo ora forse si è arrestata. Ne ho tanti, a casa, di robot trasformabili del Terzo Millennio e nessuno di questi fa schifo come il coso qui sopra nella foto. Che non è nemmeno il peggiore tra i Robot In Disguise. Vabbè, vendere han venduto e il brand non è certo morto a causa loro. Passiamo ad altro, che è meglio?
Bestemmie lunghe oltre un quarto di secolo
Spinto da curiosità e masochismo decido di andare su Wikipedia per saperne di più, su sto mezzo di locomozione del demonio. E… e niente, era in giro già nei primi anni del 1900. Secondo voi all’epoca chi lo utilizzava andava contromano e sui marciapiedi, zigzagando tra auto e pedoni come capita anche troppo spesso al giorno d’oggi?
Vi piacciono i monopattini? Li manovrate un po’ alla cazzo? Allora non possiamo essere amici. Però se volete potete seguire i Mondiali di Footbike nati (nel 2004) perchè evidentemente non avevano proprio di meglio da fare. Sta passione per questi cosi io proprio non la capisco.
Duri a morire tecnologici: il Tamagotchi
Tra le infinite meraviglie partorite da Bandai c’è anche sto coso. Il quale, a dire la verità, sarebbe nato sul finire del 1996 ma la sua fama non è durata poco, pur denotando un forte… singhiozzo in termini di vendite.
Negli anni Duemila il giochino è stato rilanciato più volte e attualmente è ancora possibile acquistarne uno. Che poi si tratti di una pallida imitazione o di un originale quello non è importante. Di sicuro l’idea in sè a suo tempo fu rivoluzionaria mentre oggi risulta un po’ sorpassata, seppur conservi un certo fasci… NO, mia figlia non deve fare la sua conoscenza.
Le scarpe con le ruote perchè sì
Si chiamano Heelys e sono delle calzature dotate di una o due ruote, nè più nè meno. L’idea risale al 1998 mentre le vendite effettive sono cominciate un paio di anni dopo. Le avete mai viste in giro? Non dite di no perchè non ci credo, comunque qui potete trovarne un esempio. Definire questo prodotto come un semplice balocco potrebbe sembrare improprio ma, per come le ho viste utilizzate dai rEgazzini, non potevano non entrare nel calderone dedicato ai giocattoli degli anni 2000.
A parte il sottoscritto, lo avete visto tutti Toy Story? Non dite di no perchè non ci credo. In ogni caso perfino io, che di lacune cinematografiche ne ho parecchie, so chi sia l’eroe spaziale chiamato Buzz Lightyear. Avendo ottenuto successo, come tanti altri prodotti della Disney, era logico che nel corso degli anni uscissero gadget dedicati a questo personaggio. Vero? Vero. Però…
C’è sempre un però. Siete d’accordo anche voi che un bicchierone con cannuccia fatto in questo modo non dovrebbe circolare? Sono io ad essere troppo malizioso o hanno semplicemente toppato alla grande? A voi la risposta.
Scaccolarsi per gioco
Il suo nome è Gooey Louie (qui nella sua versione più recente) e, in parole povere, prevede di estrarre caccole dal naso di una testa gigante. Non credo nemmeno sia il caso di dilungarsi con altri dettagli, tanto continuerebbe a fare schifo. E ridere. E poi ancora schifo. Chissà cosa passava nella mente di certi personaggi quando progettarono e decisero che sarebbe stata cosa buona e giusta mettere in commercio un prodotto simile…
Pestarsi per gioco
Tiravi un calcio nei coglioni a tuo fratello? Giustamente non andava bene. Gli mollavi una testata? Guai a te. Lo prendevi a pugni in faccia indossando i favolosi Socker Boppers? Questo sì che si poteva fare. Che poi questi guantoni potessero non essere gonfiati a dovere, dando il via a un massacro autorizzato… chissenefrega! Il metodo Montessori ai suoi massimi livelli, che bellezza.
E con i diversamente favolosi giocattoli degli anni 2000 ho finito. Forse. O forse no.
Alla prossima!
E questa non è una promessa ma una minaccia…
