Lavorare sul web: bello, bello ma…

Quando dico che mestiere faccio c’è chi s’incuriosisce e chi fa domande ma quasi nessuno pensa che lavorare sul web sia brutto. Certo, è un mondo bello e stimolante ma…

Quanto stai per leggere è unicamente frutto della mia esperienza personale ma penso sia indicativo dei tempi che stiamo vivendo.

Terminati gli studi ho frequentato dei corsi post diploma legati al mondo del cinema e della tv, l’ultimo dei quali mi ha aperto le porte verso la mia prima esperienza lavorativa. Ma mica sul set, no, in un ufficio a inserire dati, su serie tv e film ma sempre data entry era.

Sembra ieri eppure sono passati più di 14 anni.

Condizionato dai miei, impiegati nello stesso posto per decenni, sono cresciuto col mito del posto fisso. E per questo ho sgobbato, sudato, pianto e lavorato tanto e bene. Eppure in tutti questi anni passati a lavorare sul web sapete per quanto tempo sono stato formalmente assunto? Solo 6, sei, SEI mesi!

Il resto è composto da finti stage e co.co.pro con progetti virtualmente infiniti. Senza poi contare gli stage e quelle che almeno per me sono l’ennesima presa per i fondelli e cioè le cessioni dei diritti d’autore. E qui mi fermo perchè l’esilarante “ti pago in visibilità” o il criminale “prima paga e poi, forse, gudagni” me lo sono sempre voluto risparmiare…

Spesso facevo dalle 9 alle 18, testa bassa e filare veloci che non c’era tempo da perdere. Il tutto mentre qualcuno passava ore al bagno parlando al cellulare (perchè?!) o schiacciava un bel pisolino svaccato sulla sedia dell’ufficio, sfinito dalle boiate che combinava e che il sottoscritto doveva correggere.

Tuttavia, spinto da mansioni che comunque mi piacevano, ho conservato la speranza…

Ecco le principali ed eccitanti tappe della mia carriera, se così possiamo definirla:
  1. Ho dovuto dire addio al primo posto di lavoro perchè non potevo permettermi di andare a vivere a 600km di distanza. E senza l’aiuto dell’azienda, che aveva imposto il trasferimento. Di tutti i dipendenti.
  2. La seconda occupazione è durata 2 mesi e gli ho fatto ciaociao perchè era talmente bella, gratificante e con un ambiente così piacevole che passavo ore della mia vita in bagno. A fare cosa lo lascio immaginare a chi legge.
  3. Il terzo lavoro, piuttosto scomodo ma chissenefrega, l’ho abbandonato per il quarto, decisamente migliore e più vicino a casa. Dopo anni decisamente piacevoli è capitato che il pesce piccolo abbia ingoiato quello grande. E niente, ovviamente i collaboratori esterni sono risultati superflui e mi sono ritrovato a spasso.
  4. Qualche settimana dopo ecco una nuova opportunità in telelavoro, che mi ha arricchito di nuove conoscenze e con alti e bassi com’è naturale da qualsiasi parte. I mesi sono trascorsi relativamene tranquilli, è arrivata mia figlia e quando lei ha compiuto un anno ecco il peggiore tra i regali: “Sai, siamo talmente in crisi che non possiamo più permetterci di pagarti”.
A furia di prendere pochi euro e tanti “grazie e arrivederci” ho quindi maturato una convinzione che per qualcuno sembrerà folle.

Sarò matto ma un’occupazione piacevole e stimolante è una delle basi per una vita serena. Se i miei leggessero questo infarterebbero Ritengo anche che creare ed essere soddisfatti prendendo pochi soldini non sia disprezzabile di per sè. A volte mi son ritrovato a pensare che fosse quasi meglio che essere assunti e svolgere mansioni monotone, ripetitive, sfibranti che fanno appassire poco a poco.

Se il tuo lavoro ti piace (e hai una moglie che menomale ha il posto fisso, evviva il matrimonio!) puoi passare più facilmente sopra a certe cose, no?

Eppure…

Dopo quasi 13 anni passati a galleggiare e a percepire OGNI mese un minimo di paga, mi sono ritrovato disoccupato, nel vero senso della parola. Dopo una vita all’insegna del precariato ma quasi sempre soddisfatto della mia vita lavorativa, per la prima volta ho provato cosa voglia dire non essere ottimisti. Il tutto è andato avanti un anno, anzi qualcosina in più. Poi…

Corsi e ricorsi storici

Poi il miracol-no per un cazzo di niente. Nel senso che 13 mesi dopo aver perso il lavoro ho trovato un’occupazione. Bello, no? All’inizio pensavo di sì. In realtà non proprio visto che ho passato 5 mesi carichi di tensione per tutta una serie di motivi. Ritrovare il ritmo lavorativo non è stato semplice e ho dovuto mandar giù più di qualche boccone amaro. Non sputerò mai nel piatto dove ho mangiato ma vi assicuro che tutto è stato tranne che “easy”.

Esatto, E’ STATO. Perchè, guess what, sono nuovamente a casa. Il motivo è, fondamentalmente, uno: problemi di salute, capitati a dire il vero un po’ a sorpresa, mal si sono conciliati con le esigenze aziendali. Non posso avercela con nessuno, sono stato aspettato, c’è chi si è preoccupato anche di chiedere come stessi. Semplicemente doveva andare così. Non so chi si recherebbe sul posto di lavoro contro il consiglio del proprio medico curante, io non l’ho fatto e ho accettato abbastanza serenamente il tutto.

Quando mi sono diplomato lavorare sul web era considerato il futuro (roseo), 16 anni dopo (non eoni eh) il mercato è talmente saturo e folle che una figura con 14 anni di esperienza come il sottoscritto fatica a trovare e/o a tenersi un lavoro.

Ma nonostante tutto conservo ancora la speranza perchè lavorare sul web a me piace, un sacco.

 

Se per qualche motivo ti ritrovi in condizioni simili alle mie, leggi quanto segue, magari ti sarà utile…

Lavorare sul web, cosa occorre? Professionalità, sacrificio e creatività rappresentano la base. Un po’ di fortuna e tempismo sono anch’essi decisivi, perchè puoi essere un mostro nel tuo lavoro ma se capiti nel posto sbagliato al momento sbagliato o non fiuti l’occasione giusta… sei fritto!

Rimanere in questo mondo senza impazzire, cosa bisogna fare? Avere passione e tanta pazienza, ma senza MAI dimenticare il rispetto verso se stessi. Che senso ha sgobbare come un mulo, farsi trattare di merda, magari per pochi soldi e cara grazia se si hanno pochi giorni di ferie?

E’ un mondo interessante e tutto quello che vuoi, ma se non hai le spalle larghe ti mangia vivo!

 

Precedente 5 anime sul calcio: ve li ricordate tutti?

Lascia un commento